IL BERRETTO A SONAGLI


Teatro Argentina di Roma – marzo 2017

regia Luca Ferrini
con: Massimo Lello, Monica Belardinelli, Aurora Cancian, Alessandra Ferro,
Luca Ferrini, Guglielmo Lello, Milena Migliore, Federica Mignemi

Ciascuno di noi porta sulla fronte tre “corde d’orologio”, che allenta o stringe in relazione all’interlocutore ed alla situazione che si trova di fronte. La corda civile ci serve per relazionarci con gli altri in tono cordiale e formale, controllando la nostra reciproca ostilità. La corda seria è quella che, opportunamente, giriamo quando dobbiamo avvertire una persona che sta oltrepassando il limite nei nostri confronti. La corda pazza è, infine, quella che giriamo quando i tentativi di chiarimento effettuati tramite la corda seria falliscono, scatenando così la nostra aggressività. Inoltre, sostiene Ciampa, ciascun individuo è costretto a difendere il suo pupo, l’immagine di sé che si è costruito. Il nostro pupo potrebbe non piacerci, potrebbe addirittura ripugnarci, ma dagli altri, in ogni caso, esigiamo che venga rispettato e non deriso, e impediamo a ogni costo che gli altri ne mettano in discussione il prestigio sociale.
La trama è semplice: una ricca signora siciliana, Beatrice Fiorìca è convinta che suo marito la tradisca con la moglie del loro scrivano Ciampa. Per appurare il tradimento e far scoppiare lo scandalo, manda Ciampa a Palermo e tende una trappola al marito. Il giorno dopo Ciampa torna a casa Fiorìca e trova sua moglie ed il cavalier Fiorica in carcere per adulterio. Dire la verità è stato utile? Il berretto a sonagli è una tragedia sotto forma di commedia: nel vivacissimo intreccio di personaggi che si alternano continuamente sulla scena, si consuma il dramma di Beatrice, dominatrice della scena, paladina antimaschilista che si rifiuta di cedere all’imperativo di nascondere il tradimento per salvare l’onore, divorata da un’ansia di vendetta che tocca le vette della follia, disgustata dal rispetto che l’intero paese tributa al marito fedifrago. Beatrice non ha paura della vergogna, lei vuole lo scandalo; ma nel suo piano distruttivo e autodistruttivo coinvolge anche un’altra persona, Ciampa, per cui lo scandalo è invece insopportabile. Lo scrivano dirige così la sua vendetta non, come ci si potrebbe aspettare,
verso la moglie, ma verso Beatrice Fiorìca, ritenuta da lui responsabile della sua sventura. Per Ciampa non tanto è grave il tradimento, quanto la folla che potrebbe urlare “Becco!” al suo passaggio

 

 

 

 

 

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