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di Michele Cosentini 
regia Tommaso Capodanno 
con Luca Ferrini, Sveva Tedeschi, Maria Vittoria Argenti, Alberto Melone, Niccolò D’Ottavio, Sergio Andrei e Alessio Alterio
aiuto regia Sara Giambenedetti

Sinossi

“Giovani paure” è un affresco, recitato e cantato, sulle piccole e grandi paure degli adolescenti, strutturato su due piani: quello narrativo e quello delle testimonianze. Sofocle è uno studente dell’ultimo anno di un liceo scientifico a cui si è iscritto per far piacere ai suoi, visto che la sua ambizione è fare lo scrittore e ottiene ottimi voti con gli esercizi di autobiografia in cui descrive con sarcasmo l’infanzia con i genitori. E’ intelligente e ironico, ma ha la mania di catalogare e contare tutto (comprese le cose più intime). Il suo amico David, invece, ha paura di non essere sufficientemente inserito nel gruppo e non riesce a essere più popolare anche se spesso, per esserlo, si fa coinvolgere in sciocchezze; a David piace Ines, la sorella di Sofocle, personaggio mitologico di cui sentiamo solo la voce e che ha 4999 amici su Facebook. Ma ad Ines piace proprio Ivan. Sofocle, invece, è attratto da Sarah, una ragazza dai gusti intellettuali ma apparentemente cinica. Ma la loro storia fatica a decollare. Sullo schermo, di quando in quando vediamo frammenti dei pensieri dei giovani personaggi, delle loro paure, delle loro visioni più irraggiungibili. La linea narrativa trova il suo contrappunto nel realismo della linea delle testimonianze, tratte da storie reali, che in essa s’incastra e che in cinque momenti ci mette di fronte a cinque casi di reazione alla paura, già richiamati nella parte narrativa. Questi cinque momenti danno il titolo ai capitoli dello spettacolo, PARANOID PARK: Giochi pericolosi – ANA: Anoressia – NIKITA: Alcolismo – INVISIBILE: Isolamento – COSO: Bullismo. Le due linee, quella della narrazione e quella delle testimonianze, si contrappuntano a vicenda, si diceva. E, naturalmente, si ricongiungeranno alla fine…