IL PIACERE DELL’ONESTA’


Teatro de’ Servi – 9 – 15 aprile 2015

di Luigi Pirandello

con: Sebastiano Nardone, Dodi Conti, Luca Ferrini, Giorgia Massetti, Simone Destrero, Alessandro Grande

regia Sebastiano Nardone

una produzione Alt Academy

 

 

 

Lo Spettacolo“… inevitabilmente, noi ci costruiamo. Mi spiego. Io entro qua, e divento subito, di fronte a lei, quello che devo essere, quello che posso essere – mi costruisco – cioè, le presento me in una forma adatta alla relazione che debbo contrarre con lei. E lo stesso fa di se anche lei che mi riceve…”
L’insurrezione della Vita contro la Forma in cui la si è costretta può non essere immediata. Allo scopo di sottrarsi a una vita di dissipazione e traviamenti e di crearsi una situazione tale che (marito di una signora per bene) egli sia obbligato da essa a vivere onestamente, Baldovino, protagonista del Piacere dell’onestà, sposa Agata che Fabio ha resa madre e che non può sposare perché ammogliato. Ma pone bene le mani avanti: onesto lui, onesti tutti! Agata e Fabio continuino pure ad amarsi, se vogliono, ma rispettino rigidamente lui, non lui in quanto Baldovino, ma lui in quanto rappresentazione dell’onesto marito di una signora per bene. In tal modo Baldovino si costruisce una onestà perfetta, e vive non più come uomo, ma come forma artificiale e costruita di onestà. Forma artificiale, questa, destinata a morire nel momento stesso in cui Baldovino capirà di amare Agata, e quest’amore, ponendolo dinanzi a lei uomo contro donna, e non più maschera di marito contro maschera di moglie, gli farà comprendere la necessità di partire. L’amore uccide in lui la maschera del marito. Ma Agata che anch’ella l’ama lo seguirà in ogni caso. Allora egli rimane. La forma dell’onestà ha ucciso in Agata l’amante e creato in lei la moglie, sul serio e non da burla. La Vita ha incenerito la Forma in cui la si era costretta e ne ha creato una nuova e superiore.

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